lug 18, 2012 - Luglio 2012    Non ci sono commenti

Terra esagerata e dolente

Questa è una terra esagerata. Tutta bianca la mattina. Tutta rosa alla sera. Alle 9 sono già 37 gradi. Nel primo pomeriggio si arriva a 40.

Verso il deserto, dopo Betlemme

Verso il deserto, dopo Betlemme

Una terra esagerata perché se in qualunque altro posto del mondo Dio è una teoria o un atto di fede, qui è una presenza tangibile che ti viene ricordata in ogni momento.

Che parla dolente attraverso i suoni concitati di Betlemme e Gerusalemme. Il canto del muezzin. Il suono delle campane.

Quando nel 1967 l’esercito israeliano entrò a Gerusalemme, c’erano anche lo scrittore Amos Oz e il nobel Elie Wiesel.

A Gerusalemme

A Gerusalemme

Loro come tutti gli altri volevano a tutti i costi, e subito, vedere vivere la Bibbia. Toccare con mano i luoghi sacri. Fermarsi sul monte degli ulivi. Attraversare la spianata dei templi. Rincorrere i profeti.

Qui vaga fra gli ulivi assetati il Dio dei cristiani. Il Dio degli ebrei. Il Dio dei mussulmani.

Il muro vicino a Betlemme

Il muro vicino a Betlemme

Eppure gli ebrei non conoscono i mussulmani e i mussulmani non conoscono gli ebrei. Vivono fianco a fianco gli israeliani e i palestinesi, senza sapere nulla gli uni degli altri. Senza voler sapere nulla.

Qualche tempo fa, nelle scuole, hanno chiesto ai bambini isareliani di disegnare i palestinesi. E ai bambini palestinesi di disegnare gli israeliani.

I primi hanno raccontato dei mostri. I secondi dei militari. (mp)

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