Pietre volanti

di Flavia Vighini

È tardo pomeriggio e stiamo tornando a Ramallah.

Oggi abbiamo visitato la Cooperativa di Risparmio e Credito di Toubas. Abbiamo intervistato il Consiglio di Amministrazione, le Tesoriere e la Coordinatrice della Cooperativa nell’ambito del progetto Start Up Palestine della Cooperazione Italiana. Si tratta di un progetto che intende agevolare l’accesso finanziario alle fasce più deboli della popolazione, in primis alle donne. Veicolarlo attraverso le Casse di Credito e Risparmio delle donne palestinesi sembra la soluzione ottimale e noi siamo qui per questo, per farne una valutazione, per capirne le criticità e le buone pratiche.

Anche oggi è stata una giornata produttiva, in macchina ridiamo e scherziamo, suoniamo il clacson più del solito (qui tutti suonano il clacson e non vogliamo essere da meno!). Fiancheggiamo un deserto di pietre, basse montagne rocciose inospitali per la vegetazione.

Ad un certo punto un botto. Penso di aver preso un sasso con la ruota. Realizzo solo dopo qualche secondo che il finestrino del passeggero è frantumato, Mohammed, che siede accanto al finestrino, è senza fiato. Accostiamo.

Ci hanno lanciato una pietra dalla montagna. La nostra auto ha la targa israeliana, il loro obiettivo era colpire i coloni. Non siamo gli unici ad essere stati colpiti. Una macchina ha una botta sulla fiancata, un’altra ha tamponato un camion che probabilmente ha frenato di colpo. C’è un’ambulanza.

Vogliamo chiamare la polizia, ma a quale polizia ci rivolgiamo? Palestinese? Israeliana? Questa strada è in Area C, territorio palestinese ma sotto l’amministrazione e la forza militare israeliana.

Alla fine arriva la polizia palestinese: “Ci dispiace, sono stati dei ragazzini”.

Per fortuna non è successo niente di grave. Ora però dobbiamo andarcene da qui, la polizia palestinese non può intervenire su questa strada, se la trovano succede un pasticcio. E poi non è sicuro stare in questa zona, potrebbe arrivare qualche altra pietra. Seguiamo la polizia fino al primo territorio palestinese. Ora possiamo fare denuncia contro ignoti, ma ci servirà solo per l’assicurazione. Da quanto ne sappiamo la reazione degli israeliani potrebbe essere spropositata nei confronti di questi ragazzini e noi sappiamo bene che questi lanci di pietre non rappresentano la Palestina.

 

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